Dietoterapia lipolitica - Dietologo a Roma e a Pescara

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Dietoterapia lipolitica per dimagrire

 
 Per dimagrire, e perdere peso rapidamente, la dieta lipolitica è quella adatta. E’ detta così perché in effetti “scioglie” i grassi del nostro corpo. E una dieta a basso contenuto di carboidrati e di grassi, di grande effetto, attuabile a cicli di breve durata. Gli effetti di questa dieta sono due, che si realizzano contemporaneamente, da un lato vi è la perdita di peso rapida e dall’altra la normalizzazione di alcune alterazioni ematologiche (lipidi, colesterolo, glicemia, insulinemia, ecc) che spesso accompagnano il sovrappeso e, soprattutto, l’obesità.
 
Il punto di partenza di alcune patologie, frequentemente associate tra di loro sotto il nome di Sindrome Metabolica o Addominale (diabete, ipercolesterolemie, dislipidemie, fegato grasso, ipertensione arteriosa, cardiovasculopatie, gotta, ecc.), è il sovrappeso, che coincide con un’alterata tolleranza dei carboidrati per la presenza, ignorata, di una insulino resistenza. Una teoria dell’invecchiamento individua nella “glicossidazione” delle proteine, una delle cause del processo di senescenza delle nostre cellule; il legame tra molecole di zuccheri e di proteine, entro certi limiti, è fisiologico e si accentua con l’età. Ma l’aspetto inquietante è che gli eccessi alimentari di carboidrati accentuano questo fenomeno, che induce un’accelerazione alla evoluzione peggiorativa delle patologie menzionate. L’evoluzione è lenta e subdola e, per lungo tempo, l’unico sintomo presente è un aumento del peso corporeo. E’ ormai chiarito che una drastica modificazione delle abitudini alimentari e dello stile di vita, può far regredire, fino alla scomparsa, queste alterazioni endocrino-metaboliche.
 
 Ritorniamo alla insulino resistenza (I.R.). Questo fenomeno è dato dalla maggior quantità d’insulina necessaria per  tenere a norma la glicemia. L’assunzione di carboidrati, anche non eccessiva, può comportare, nelle persone in lieve sovrappeso, una iperinsulinemia da I.R.. Le conseguenze sono: un graduale aumento del peso corporeo e del grasso nel fegato e nell’addome. Si eleva il colesterolo ematico e spesso anche il glucosio e compaiono lentamente le altre patologie: il danno vascolare, l’ipertenzione arteriosa, ecc.. Successivamente, per esaurimento della produzione di insulina compare il diabete e con esso la “glicossidazione proteica”, cioè i fenomeni degenerativi dei tessuti a causa dell’eccesso della glicemia. Inizialmente la correzione è facile e ripristina la normalità dei parametri ematologici. Sotto una guida medica di dietoterapia si  riducono, o si eliminano del tutto, i grassi ed i carboidrati. In poche settimane, in rapporto all’entità, l’eccesso ponderale si riduce, e con esso il volume del fegato e dell’addome; si riacquistano forze e vigore mentre calano insulina e glicemia e scompare la fame ossessiva. Lo stress glicossidativo che accompagna la I.R. è superato.
 
    Questo tipo di dieta è definita “proteica” o lipolitica in quanto scioglie i grassi. A nostro   parere la prima definizione è errata ed ingenera confusione. Ci sembra più corretta la definizione di “dieta ipoglucidica”, infatti non è previsto un aumento di assunzione di proteine; non ha nulla a che fare con le diete proteiche-iperproteiche che hanno tutt’altro fine; invece sono eliminati carboidrati e grassi, finché l’organismo non ha smaltito il glicogeno epatico, il grasso addominale e l’eccesso adiposo.  La quantità delle proteine somministrate è sempre al disotto di 1,2 g per ogni kg di peso corporeo. Ogni kg di grasso sviluppa almeno 7000 calorie, pertanto l’obeso ha una notevole riserva di energia che sarà utilizzata per fornire quelle calorie che la dieta ipoglucidica non gli permette. Si può calcolare quanti giorni sono necessari per dar fondo alle riserve adipose e rientrare nel normopeso. Poi si ripristina la normale alimentazione, integrata con complessi vitaminici, amminoacidi e fattori riducenti, per ridurre lo stato glicossidativo presente e per procedere ad una rieducazione o, meglio, ad un “riadattamento” alimentare, evitando gli errori che avevano indotto le  alterazioni endocrino-metaboliche descritte.
 
Se vogliamo, possiamo considerarla anche  una “dieta disintossicante“,  perfettamente tollerata, anche se sbilanciata, ma deve essere seguita da un medico esperto per aver risultati definitivi.  
 
La dieta ipoglucidica è indicata anche nel lieve sovrappeso perché i carboidrati sono eliminati a cicli brevi e reintrodotti gradatamente, fino a riportare il soggetto all’alimentazione corretta.
 
A cura del Prof. Giulio Iasonna, Dietologo nutrizionista, Specialista in Malattie Metaboliche, in Allergologia, Terapia dell'obesità, Terapia Anti aging. 

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