Equipe Medicina Estetica Metodo del sondino senza sondino
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Metodo del sondino senza sondino

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Che cos’è

Questo metodo si basa sullo stesso principio metabolico del Metodo del sondino (nutrizione enterale proteica), però senza applicazione del sondino naso-gastrico. Parlare di “dieta del sondino senza sondino” può sembrare un controsenso. Va precisato che l’uso del sondino, nella dieta proteica chetogenica, non è la dieta in se, ma è un mezzo per  somministrare l’alimentazione liquida. Il sondino ha solo lo scopo di introdurre direttamente nello stomaco il preparato proteico; questo sistema conferisce alcune caratteristiche necessarie e favorevoli in particolari circostanze e può essere applicato o meno in quanto utile in alcuni soggetti e non indicato o sgradito ad altri. Rimane valida la definizione ed il concetto di Dieta Proteica Chetogenica.

Nell’uno o nell’altro caso il punto di eccellenza di questi metodi rimane sempre il fatto che sono basati sulla somministrazione di preparati proteici, in carenza di carboidrati e di grassi.

Questo tipo di dieta ha molti sinonimi: dieta normoproteica, dieta lipolitica, liposcultura o lipolisi alimentare, dieta amminoacidica, dieta chetogenica, dieta orale proteica, ecc., vi sono anche delle varianti, a seconda che si usino, ad esempio, proteine da siero di latte, da soia, da albume di uova, di provenienza miste, oppure miscele di soli amminoacidi. In ogni caso la dieta deve essere adeguatamente integrata con  l’aggiunta di sali minerali, con eventuali amminoacidi carenti  (ad esempio glutammina, carnitina, arginina ) poiché la composizione amminoacidica dipende dalle proteine selezionate  e con l’inserimento di antiossidanti di tipo endogeno (come il Coenzima Q10), o esogeni ( Polifenoli, resveratrolo, flavonoidi, ecc) e deve essere sempre associata una dose generosa di vitamine ( A, E, C, D, Complesso B, ecc.) e di sali minerali.

Meccanismo d’azione

Una cosa deve essere chiara. Queste diete vanno distinte assolutamente dalle diete ipeproteiche (tipo Atkins ) e dalle diete metaboliche, ugualmente iperproteiche. Infatti la somministrazione delle proteine non deve superare nella giornata il fabbisogno fisiologico del soggetto che corrisponde ad 1-1,2 g di proteine pro Kg di peso corporeo. Poiché i lipidi ed i carboidrati sono eliminati, o limitati al massimo delle possibilità, ne consegue che queste diete sono fortemente ipocaloriche. La fonte energetica è costituita dai grassi presenti in abbondanza nei soggetti in sovrappeso e obesi, e gli zuccheri, comunque necessari all’organismo (sangue e cervello, provengono dal metabolismo degli aminoacidi glicogenici. In queste condizioni l’organismo non ha carenze metaboliche.

Indicazioni

Le indicazioni sono molto ampie. La Dieta è applicabile nei soggetti con semplice sovrappeso, ma soprattutto in alcune condizioni cliniche: nella obesità, nella sindrome metabolica, nell’adiposità anche modesta ma associata al diabete, all’ipertensione arteriosa, alla gotta, all’ipercolesterolemia, a disturbi surrenalici, all’iperinsulinemia, alla sindrome dell’ovaio policistico, ecc.. Per la frequente associazione di queste anomalie dismetaboliche e disormonotiche multiple al sovrappeso, e per le caratteristiche di questa dieta, già descritte, è indispensabile una guida medica esperta che sappia integrare le  variazioni della dietoterapia alla medicina tradizionale.

Schema operativo

  1. Durata del primo ciclo della Dieta ed avvicendamento di eventuali cicli aggiuntivi,
  2. Composizione proteica e protocollo degli integratori,
  3. Associazioni terapeutiche controllate di continuo.

 

“I punti di attacco” di questa dieta sono sostanzialmente tre e si estrinsecano su tre livelli:

  1. LIPOLITICO: I lipidi vengono rapidamente eliminati per l’utilizzo come fonte calorica,
  2. METABOLICO: abbassando il picco di insulina e l’insulinoresistenza.
  3. SISTEMA OSSIDORIDUTTIVO: ripristinando l’attività riducente contro i lipidi, lo stato ossidativo contribuisce a formare la massa di radicali liberi presenti nello stress ossidativo, e questo si accompagna molto spesso alla insulinoresistenza ed a molte malattie degenerative.

Come si attua

Si procede con una visita medica preliminare, con un esame antropometrico e con la valutazione di un gruppo di esami di laboratorio che esplori le funzioni metaboliche ed endocrine più frequentemente coinvolte nel sovrappeso ed obesità.

 Poi si elabora il protocollo alimentare e degli integratori, nonché il protocollo terapeutico da associare. Il ciclo della Dieta dura da 10 a 15 giorni ed al termine si procede a una nuova visita con antropometria per controllare la perdita del peso e la consistenza della massa magra, che non deve ridursi, come invece accade nella maggior parte  delle diete dimagranti.

 Successivamente si passa ad una fase di reintroduzione con una dieta più equilibrata che prevede la presenza di carboidrati con indice glicemico basso e in quantità contenuta, ma sufficiente per ricostituire le riserve epatiche di glicogeno.

Successivamente, se necessario, come negli obesi, si può ripetere il ciclo proteico per ottenere un’ulteriore perdita di peso. Altrimenti si procede nelle fasi successive della Dieta, riequilibrando fase per fase il rapporto ottimale fra proteine, carboidrati e lipidi, ben inteso, avendo sempre come riferimento la regressione dell’insulinoresistenza.  Su questi adattamenti graduali dietetici è basato il concetto di “Rieducazione Alimentare”.

Controindicazioni

  Le controindicazioni e le complicanze sono poche e gestibili con una terapia tradizionale integrata,  sintomatica. Sono da escludere dai programmi di diete chetogeniche i soggetti che hanno i segni clinici  di una insufficienza renale, una gotta o litiasi renale in atto, uno scompenso metabolico verso l’acidosi (come può avvenire nei diabetici mal curati), inoltre le donne in gravidanza e nei soggetti di età inferiore a 14 anni.

Benefici

Gli effetti sono immediati ed estremamente soddisfacenti. Il calo di peso è rapido con la perdita  del 7-10%  del peso corporeo per ogni ciclo; I corpi chetonici inducono un effetto euforizzante, con perdita dell’appetito, il che incrementa notevolmente la performance del soggetto; non si perde tono della cute e delle masse muscolari. I parametri ematologici e clinici, eventualmente anomali o border line prima della dieta, tendono rapidamente alla normalizzazione e, dopo un paio di mesi, se non preesistevano malattie conclamate, tendono alla normalizzazione. Gli obesi si liberano dalla ghettizzazione indotta dall’ingombro della massa corporea e, volendo, si possono associare trattamenti di medicina estetica, per accelerare o rimodellare la riduzione delle adiposità localizzate.

Controllo medico costante

IL medico deve tener sotto controllo costante:

  1. L’uricemia,  che nei soggetti predisposti può elevarsi,
  2. Il ricambio azotato, che può essere sensibile all’incremento del metabolismo proteico,
  3. la massa muscolare che, se non adeguatamente nutrita e rinforzata, tende a ridursi, come in tutte le diete.  5
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