Biorigenerazione autologa con PRP

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L'impiego clinico delle piastrine inizialmente era limitato alla somministrazione  di sangue intero fresco . Successivamente, si passò all'impiego di plasma ricco di piastrine, ottenuto per centrifugazione del sangue intero  Soltanto dopo il 1970, in seguito alla introduzione di  raccoglitori più idonei e delle migliorie apportate alle tecniche di conservazione, è stato possibile la conservazione dei CP per più di cinque giorn. E quindi l’uso del concentrato piastrinico e del plasma ricco di piastrine si è sviluppato, consentendo un utilizzo sempre maggiore di questi elementi del sangue e dei loro preziosi fattori di crescita, che oggi rappresentano una novità applicativa in molti campi della medicina, chirurgica e non. Non è estranea a questa evoluzione il raggiungimento di una notevole sicurezza emotrasfusionale e di una sempre maggiore diffusione dell’utilizzo di piastrine autologhe, completamente scevre di ogni rischio. Quando si parla di emocomponente autologa ci si riferisce a componenti ematiche prelevate dallo stesso soggetto, separate, elaborate e ritrasfuse. In tale circostanza non vi è assolutamente alcun rischio di reazioni emotrasfusionali e tanto meno la possibilità di trasmettere altre malattie, oltre quelle già presente nel soggetto, che diviene un auto donatore.

Nel descrivere questo impiego delle piastrine, sottoforma di plasma ricco di piastrine PRP o di pappa piastrinica, ci riferiamo esclusivamente alle indicazioni della medicina estetica e di chirurgia plastica; inoltre il nostro interesse è volto  dell’utilizzo di piastrine autologhe, cioè raccolte dallo stesso paziente, rapidamente separate, preparate e somministrate.

Il prelievo può essere effettuato presso l’ambulatorio del medico autorizzato, prelevando, dallo stesso soggetto,un quantitativo minimo di sangue (10 o 20 cc). Il Kit di raccolta è contenuto in un sistema sterile che permette passaggi del sangue senza entrare in contatto con l’ambiente esterno. Infatti la stessa provetta viene centrifugata a basso numero di giri, viene separato il plasma ricco di piastrine dalla componente eritrocitaria rossa, e quindi trasferito in altra provetta per l’uso che ne serve.

Da questa con una siringa da un cc. Vengono prelevate le varie aliquote di P.R.P. e somministrate sottocute nella zona prescelta per il trattamento.

Una volta nel sottocute le piastrine gradatamente di dissolvono, liberando fattori di coagulazione, prima e, successivamente dopo 48 ore, i fattori di crescita.

Queste sostanze agiscono sul tessuto connettivo circostante inducendo una proliferazione cellulare del tessuto connettivale ed una maggior produzione di  connettivina.

Questa produzione di sostanza aumenta il volume del tessuto circostante che riempie le rughe e le retrazioni cicatriziali cutanee.

Con questo sistema, aggiungendo anche tessuto adiposo prelevato in altra parte del corpo, si possono effettuare ricostruzioni di considerevole volume.

La cute diviene omogenea, liscia,  ed acquista le caratteristiche di un tessuto più giovanile e piu elastico. Questo effetto dura oltre sei mesi e può essere ripetuto più volte, senza che alcuna conseguenza nociva o rigetto o situazione secondaria avversa avvenga nel soggetto.


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