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Nonostante le frequenti campagne di prevenzione e di informazione condotte in tutto il mondo sui rischi derivanti dall'esposizione solare, l'incidenza del cancro della pelle, sia per quanto riguarda i tumori epiteliali (carcinomi) sia per quel che riguarda il melanoma è aumentata in maniera allarmante negli ultimi anni soprattutto nei paesi dell'emisfero australe laddove l'incidenza dei raggi ultravioletti è maggiore e dove prevale una popolazione di origine anglosassone caratterizzata da fenotipo cutaneo nordico.
In Italia l'incidenza del melanoma è duplicata negli ultimi decenni e attualmente è compresa tra 8 e 14 casi l'anno su 100.000 abitanti con valori più elevati nelle regioni del Nord.Questo costante aumento di incidenza è associato però ad un rallentamento dei tassi di mortalità determinato sicuramente da una più accurata e sofisticata diagnosi precoce.

Tale diagnosi precoce può essere facilitata dall'esame dei nèi di un individuo con un'apparecchiatura definita dermatoscopio digitale ad epiluminescenza; si tratta di un esame non invasivo introdotto negli anni novanta e che si è dimostrato particolarmente affidabile nel distinguere fra lesioni pigmentate benigne e maligne.
Il melanoma infatti, che tra i tumori cutanei è quello più temibile per l'elevata invasività e l'alta mortalità, può insorgere sia su cute clinicamente normale sia su nevi preesistenti pertanto un esame periodico dei nèi ma anche dell'intera superficie cutanea andrebbe fatto, dopo la pubertà, almeno una volta nella vita sia per valutare la presenza di nevi a rischio, cioè con maggiori probabilità di degenerare in melanoma, sia per valutare i fattori di rischio generali: fototipo cutaneo, stile di vita, precedenti anamnestici e familiari, tipo di esposizione solare , presenza di ustioni o cicatrici da radioterapia e procedere così ad una corretta protezione dai raggi ultravioletti.

Abbiamo detto che il melanoma può insorgere almeno nel 40% dei casi da nevi preesistenti, ma cosa sono i nevi e come fare a distinguerli da altre neoformazioni cutanee poco importanti da un punto di vista clinico: i nei pigmentari o melanocitari o nevi sono delle iperplasie circoscritte della cute di origine melanocitaria , si presentano pertanto come delle macchie pigmentarie in genere piatte ma talora cupoliformi, di forma ovalare e di dimensioni variabili presenti su qualunque parte della superficie cutanea.
Esistono numerosissime forme cliniche di nevi dalla semplice lentiggine solare al nevo di Clark , al nevo di Spitz o infine al nevo displastico che spesso pongono problemi di diagnosi differenziale con il melanoma.
La capacità di distinguere la natura di una macchia cutanea è basata sull'esperienza clinica ed è di competenza strettamente dermatologica e si avvale oltre che dell' imprescindibile esame clinico che consente una prima classificazione del neo basandosi sulla famosa regola dell'ABCD(Asimmetria, Bordi irregolari, Colore non uniforme, Dimensioni ) anche di strumenti più moderni e sofisticati che vanno da un esame con dermatoscopio manuale all'esame con dermatoscopio digitale ad epiluminescenza.


Il dermatoscopio manuale consente la visione di una lesione cutanea con un ingrandimento che va da 10x a 20 x ed è ottimo per una diagnosi nei casi meno complessi. Il limite di tale metodica è che non consente l'acquisizione e l'archiviazione delle immagini, cosa che invece può essere realizzata con la dermatoscopia digitale che si avvale di una telecamera o di una fotocamera digitale, in entrambi i casi si ottengono delle immagini ad alta risoluzione con ingrandimento fino a 100x

Le tecniche dermatoscopiche hanno sicuramente migliorato la sensibilità e la specificità nella diagnosi precoce del melanoma e pertanto il follow- up dermatoscopico può essere un utile ausilio nella sorveglianza delle lesioni melanocitiche nei soggetti ad alto rischio.

In conclusione dobbiamo sottolineare che l'esame istologico dopo asportazione chirurgica delle forme cliniche più dubbie rimane il gold standard diagnostico, tuttavia l'uso delle apparecchiature ad epiluminescenza consentono di valutare nel tempo le lesioni sospette ed evitare così asportazioni chirurgiche che spesso si rivelano inutili per il paziente.

CONDIZIONI IN CUI SI CONSIGLIA UN ESAME IN EPILUMINESCENZA

Nevo che si modifica
- Nevo atipico
- Elevato numero di nevi melanocitici comuni
- Nevo congenito gigante
- Familiarità per tumori cutanei
- Esposizione solare acuta intermittente
- Pregressa ustione solare in età infantile
- Fototipo chiaro

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